DALOA, UNA SCOMMESSA VINTA


La lunga, difficoltosa, ma anche appassionante storia della Missione di Daloa, iniziata poco più di venti anni or sono in sordina,
può veramente dirsi ora una scommessa vinta. Vogliamo ripercorrerne la storia per far conoscere come si sia arrivati
alle realizzazioni di oggi, che, negli anni iniziali, parevano irrangiungibili, quanto meno in un arco di tempo così breve.
Il Superiore Generale dei Padri Scolopi, Padre Josep M. Balcells, comincia alla fine degli anni Ottanta a sviluppare
una strategia missionaria lungo la costa occidentale dell’ Africa. Alla Provincia Ligure viene affidata la nuova missione
in Costa d’Avorio. Dopo varie trattative con il Nunzio della Costa d’ Avorio, il Vescovo di Daloa offre ai Padri
la gestione di una scuola della Diocesi di circa duemila alunni.
Ma l’ impegno, anche in relazione al numero di Padri necessario per un’ attività così onerosa, appare insostenibile.
Si decide così di creare una nuova Parrocchia, quale punto di partenza della missione. Il Padre Provinciale Ligure,
P. Damiano Casati, firma il 9 aprile 1990 la “convenzione” con il Vescovo della durata di tre anni, stabilendo che
inizialmente i Padri avrebbero prestato servizio pastorale nella Cattedrale e che, nel frattempo, si sarebbe cercato un
nuovo spazio per costruire una casa – comunità e la parrocchia. I primi anni di lavoro sono quelli meno appariscenti,
ma servono per conoscere gli abitanti del posto, la loro cultura, le varie etnie ed anche la Chiesa locale.
Il Vescovo affida ai Padri Scolopi l’ organizzazione di tutta l’ attività rivolta ai giovani ed anche la formazione degli
insegnanti, assecondandone così la vocazione precipua.
Il 10 ottobre 1999 il Superiore Provinciale della Provincia Ligure, Padre Ugo Barani, firma una nuova convenzione
con il Vescovo di Daloa, Mons. Pierre Maria Coty, per la creazione di una Parrocchia. A tal fine sono già disponibili
due lotti di terreno previsti dal piano regolatore del Comune di Daloa come luoghi di culto per la Chiesa Cattolica.
Il primo di essi è destinato alla Chiesa, all’ abitazione dei Padri e al prenoviziato. Nel secondo è prevista la costruzione
di un Centro Culturale Giovanile con un campo sportivo. I lavori per l’ edificazione della casa iniziano alla fine del 1999
e vengono rapidamente terminati.
Il Vescovo della Diocesi nel giorno dell’ Epifania del 2001, in occasione della chiusura del Giubileo dell’ anno 2000,
benedice la fondazione e la prima pietra della nuova Chiesa dedicata a “Santa Maria Madre di Dio”. Si decide, quindi,
con il Suo accordo, il trasferimento dei Padri dalla Cattedrale alla casa con annessa la costruenda parrocchia,
che viene anticipato dall' aprile 2002 al settembre 2001.
Si sviluppano contemporaneamente nuovi progetti, in primo luogo il “Centro socio-culturale San Giuseppe Calasanzio".
Gli Scolopi, fedeli al carisma del Calasanzio, sostengono da sempre che l’ istruzione è l’ unica alternativa concreta e
fattibile alla miseria, ed è per questo che hanno voluto attrezzare la città di Daloa, seconda per numero di abitanti
della Costa d’ Avorio, di numerose sale di lettura, informatica, casa di accoglienza, biblioteca, salone polivalente e
locali attrezzati per incontri di gruppo, oltre al campo sportivo. Mentre si costruisce il Centro, parte un altro progetto:
a ogni villaggio il suo pozzo; a ogni villaggio la sua scuola di alfabetizzazione.
Il 16 giugno 2004 il Vescovo di Daloa consacra la Chiesa con quasi due anni di anticipo sul previsto e si inaugura anche
la prima parte del Centro culturale. Il Parroco è Padre Stefano Locatelli. Il Centro Parrocchiale è uno dei più vasti
della Costa d’ Avorio, con una superficie di circa 1.400 mq., tanto che può ospitare 1.500 persone sedute.
Nonostante la precarietà della situazione politica ed i pericoli derivanti da essa, l’ attività della Missione è proseguita
alacremente ed il suo prestigio è continuamente cresciuto tanto che l’ ONU ha scelto i suoi locali per svolgervi un
importante Seminario di Formazione.
Ma l’ avvenimento che più ci emoziona è la professione solenne e l’ ordinazione sacerdotale del primo Scolopio ivoriano,
Padre Augustin Moro, avvenute rispettivamente il 5 gennaio e il 5 luglio 2008.
A lui è stato affidato l’ impegnativo compito della gestione del Centro Culturale.
Attualmente ci sono progetti in corso nel villaggio di ABDULLAYE CARREFOUR, già nella foresta, ma a soli quattro
chilometri dalla strada asfaltata e, quindi, facilmente raggiungibile. La gente del posto ha espresso la necessità primaria
della costruzione di due pozzi per l’ acqua. I lavori sono iniziati, insieme all’ allestimento di una cappella, per ora
in pali e fango, e che sarà dedicata a San Giuseppe Calasanzio. C' e’ anche bisogno di alcune aule per la scuola,
essendo attualmente in funzione un corso di alfabetizzazione per bambini e adulti organizzato da una ONG di Udine.
Già dall'anno scolastico 2011/2012 lo stato ha inviato un direttore della scuola primaria e per il 2012/2013 l'edificio scolastico
sarà completato e funzionale: 6 aule, l'ufficio del direttore e un magazzino.
Un altro aspetto che fa sperare molto è il numero dei giovani che chiedono di diventare scolopi.
Attualmente abbiamo già due giovani sacerdoti, uno che si prepara alla professione solenne e all'ordinazione sacerdotale
per il luglio 2013, due studenti di teologia, due studenti di filosofia, quattro novizi e quattro prenovizi.
Altro ancora è nella mente e nel cuore dei Padri, ma è presto per parlarne.
Non sarebbe il caso di andare a vedere tutto questo di persona?
Chiudiamo con questa domanda, sperando di dare ad essa presto una risposta affermativa.